Teresa Prudente, Federico Sabatini (dir.), La flâneuse. Dal testo letterario alla città contemporanea
Il volume deriva dal progetto di ricerca “Cento anni di flânerie al femminile. Donne e spazio urbano dal testo letterario all’esperienza contemporanea”
A partire dagli anni 80, studi sociologici e letterari di taglio femminista si sono interrogati sulla possibilità di rintracciare, nella città moderna delineatasi dalla seconda metà del XIX secolo, una figura femminile corrispondente a quella del flâneur tratteggiato da Baudelaire. Nella riattualizzazione del dibattito, la figura della flâneuse, la donna che passeggia per la città senza uno scopo preciso, per il puro piacere di ricavarne degli stimoli e scardinando gli stereotipi di genere a lei ascritti, pare avere assunto il ruolo di simbolo. Intorno al termine chiave di flâneuse paiono infatti coagularsi, in forma quasi trans-storica, grumi fondamentali che testimoniano fenomeni di emarginazione, mancata inclusione, disuguaglianza. Gli ostacoli materiali rimossi nel tempo sono innegabili, ma, come Woolf già individua in "A Room of One’s Own" (1929), quelli immateriali, infinitamente più subdoli, possono essere ugualmente gravosi.
Il presente volume raccoglie lo stimolo offerto dall’idea di flâneuse con contributi che si spingono al di là dell’immagine suggestiva da essa offerta per esplorarne le problematiche implicazioni. In tale senso, l’analisi muove dall’esame del rapporto fra donne e città nei testi letterari dei primi decenni del XX secolo (Woolf, Mansfield, Ortese, Rhys, Joyce, Barnes) per aprirsi a prospettive interdisciplinari. Nella seconda sezione del volume il nodo donne-spazio-stereotipi viene dunque affrontato mobilitando linguistica, architettura, urbanistica e storia dell’arte. Infine, la terza parte offre testimonianze delle associazioni attive sul territorio nazionale e locale, e il resoconto di attività condotte nelle scuole, con l’intento di tradurre la riflessione – e l’urgenza degli spunti da essa sollecitati – in proposte operative.
INDICE
Introduzione
TERESA PRUDENTE, La flâneuse: figura, simbolo, manifesto, p.7.
FEDERICO SABATINI, “Sentences built into arcades or domes”. Intertestualità, interdisciplinarietà e interdiscorsività, p.12.
I. La flâneuse e il testo letterario
CAROLA FIORINDO, Femmes seules e flânerie: la città come spazio complesso dell’intersezionalità nelle short stories di Katherine Mansfield, p.25.
ANNALISA MECCHIA, “All the treasures of the city”: città respingenti nella flânerie rhysiana, p. 39.
AURELIA PRISCA CAGNAZZO, Spazi e femminile in Wide Sargasso Sea, p. 55.
BEATRICE MANETTI, Vagabondaggi dell’artista da giovane: Anna Maria Ortese e l’invenzione della flâneuse, p.69.
SOPHIE BORDET, Nightwood di Djuna Barnes e il modello di flapper flâneuse détraquée, p. 83.
LUIGI RAPISARDA, Il male gaze in Ulysses: sguardo maschile e identità nel personaggio di Gerty MacDowell , p. 95.
TERESA PRUDENTE, Street and Mind Wandering: on Woolf ’s Androgynous Epistemology, p. 107.
II. Donne, spazio, linguaggio. Prospettive interdisciplinari
FEDERICO SABATINI, “I loathe being called enchanting”: How Virginia Woolf Strikes a Contemporary, p. 131.
COSTANZA LUCARINI, Scrivere e rappresentare lo spazio. Il discorso come chiave di lettura delle differenze di genere in ambito architettonico, p. 157.
DIEGO CAMPI, La non-città delle donne. Urbanistica, architettura, arte, p. 173.
SONJA JANKOV, The Flâneuse: from Virginia Woolf to the Female Artists of the 20th and 21st Century, p. 189.
III. Le donne, la città, il territorio. Prospettive operative
LORETTA JUNCK, Toponomastica femminile, p. 207.
DANIELA STRAMIGNONI, Perché la Procultura femminile di Torino , p. 213.
BEATRICE BUZZI LANGHI, Zonta International a Torino: Zonta Club of Torino, p. 217.
TERESA PRUDENTE e FEDERICO SABATINI, “The train of thought”. Percorsi didattici tra genere, linguaggi e letteratura, p. 221.
AUTRICI E AUTORI, p. 239.
Teresa Prudente è Professoressa Associata presso l'Università di Torino, Dipartimento di Studi Umanistici. Ha pubblicato due monografie sul modernismo in lingua inglese (A Specially Tender Piece of Eternity. Virginia Woolf and the Experience of Time, Lexington Books 2009; To Saturate Every Atom: Letteratura e Scienza in Woolf e Joyce; Aracne 2012), curato e tradotto William Shakespeare, I due nobili congiunti (Bompiani, 2015), ed è autrice di numerosi contributi di indagine del testo letterario con metodologia transdisciplinare (letteratura e filosofia, linguistica, arti visive, scienze cognitive)
Federico Sabatini è scrittore e Professore Associato di Linguistica Inglese presso l'Università di Torino, Dipartimento di Culture, Politica e Società. Ha pubblicato numerosi saggi e articoli circa il modernismo inglese da una prospettiva linguistico-stilistica, intertestuale (Joyce, Vico, Bruno), comparativa (Joyce/Beckett; Beckett/Genet; Joyce/Woolf; Joyce/Trevor; Woolf/Strachey), e interdisciplianre (linguistica applicata, analisi del discorso, linguistica cognitiva, filosofia, teoria letteraria, scienza). Tra i suoi volumi: Im-marginable. Lo spazio di Joyce, Beckett e Genet (Aracne, 2007); James Joyce. Scrivere Pericolosamente (Minimum Fax, 2012); Virginia Woolf. Spegnere le luci e guardare il mondo di tamto in tanto (Minimum Fax, 2014). I suoi principali interessi sono il discorso interculturale e gli studi di genere, applicati a svariate tipologie testuali.